martedì 11 dicembre 2012

Mi sento un po' Piero Angela.


Buon pomeriggio cari amici e benvenuti nell'angolo di WikiBlonde.
Per la rubrica "Creature" oggi parliamo della Parakula.

L'individuo ammazza fegato che io chiamo Parakula ha origini lavorative nei primi anni Ottanta, quando grazie ad un ben assestato calcio in culo del padre e dello zio vescovo (!!!) riesce ad entrare a far parte di uno dei maggiori carrozzoni parastatali italiani.
La Parakula se ne guarda bene dal dirlo, ma non per modestia bensì perchè spaccia a tutti la sua presenza come esito naturale dei suoi meriti.
Gli anni passano, i contatti di Parakula e della sua parentela di baciaculi cambiano: gente che va, gente che viene, gente che viene arrestata, altra che viene parcheggiata, altra semplicemente che viene silurata.
Ma lei no: la Parakula Parastatalis ha un dna tale che le permette con mutevole nonchalance di adattarsi ai diversi ambienti lavorativi, come le muffe e i parassiti.
Oggi la troviamo in un ufficio presidenziale, ma lei ha saputo adattarsi in maniere poliedrica ad uffici del personale, amministrativi e anche tecnici. Mantenendo sempre la stessa identica mansione.
E' questo il segreto del vero Parakulo, finire ovunque, ma continuare a fare l'unica cosa che sa fare.
Unica perchè non si ha proprio voglia di imparare a fare altro.
Lei c'è riuscita.
Certo, quando si ritrova alla soglia dei quaranta ancora signorina, dove non la caga di pezza manco il garzone della posta e vive con i vecchi e religiosi genitori che magno cum gaudio programmano le messe con zii e parenti e conseguente thè tutti a casa, diciamo che comincia a farsi due conti e pensa alle opportunità che si possono cogliere.
Così la nostra Parakula, che è cattiva come il peccato, ma non così scema e poi non è manco una brutta donna, solo bacata mentalmente, ma abile a celarlo, si intorta un vecchio dirigente ormai prossimo alla pensione.
Daje oggi e daje domani, la nostra timoratadiddddio fa sì che il malcapitato, con una spina dorsale di un mollusco degli abissi oceanici, molli moglie e figli per mettersi con lei.
E la Parakula ha lo status.
Il suo sogno si corona e da dieci anni la ormai ex-zitella accasata vive con il minchione e con i di lei genitori.
Perchè sia mai che ci si allontani da mammina cara.
Per il vecchio rimbabito non c'è ormai scampo e, privato di ogni potere e briciolo di autonomia, diventa "il marito di Parakula" che grazie alle conoscenze, permette alla mogliettina di continuare a bazzicare ai piani alti con fare da beghina di paese.
E in un tripudio di inchini, lecchinaggio e buongiorno monsignore, buonasera direttore, ciao cara come stai bene oggi, conditi da false risatine di cortesia e un mare di becera ignoranza e gelosia, si appropria di diritti che non le spettano.
Chiaramente il suo dominio nel mare dei casini e del non-lo-voglio-sapere del direttore di turno, è incontrastato fino a quando la cordata non cambia e cadono le prime teste.
Ma la nostra Real Parakula continua ad avere la sua seggiolina ben inchiodata all'inesistente e moscio deretano, fino a quando non cambiano le esigenze della direzione e viene affiancata da giovani figure che entrano nel nuovo mondo del lavoro.
Siamo agli inizi degli anni duemila e la nostra riesce a far fuori due giovani fanciulle che le erano state affiancate: chi chiede di essere spostata e chi invece subisce decisioni che arrivano dall'alto, ignare delle vere motivazioni dello spostamento.
Il dominio è incontrastato: bonus che arrivano ad catsum fuori busta paga, uso illimitato e fuori contratto di un'auto aziendale (ergo non ci paga le tasse come fringe benefit che comunque non sarebbe giustificato, vista la mansione), abuso di risorse aziendali e infrazione dei regolamenti degli orari di lavoro, con conseguente manomissione delle timbrature. Un esempio su tutti, era solita fino a pochissimo tempo fa uscire fuori orario per la pausa pranzo, poi inseriva manualmente le timbrature espondendo il minimo e segnando straordinario tutto il resto, chiaramente uscendo alle quattro e mezza.
Da quando nel 2007 la figura della Bionda Interinale è comparsa nel suo mondo incantato, è cominciato il declino.
Fine dei benefit, fine del magna magna e benvenuta nel mondo reale di chi si fa il culo e si sbatte. Non nel senso carnale del termine.
La Parakula dapprima si è finta sorella maggiore, prodigandosi in consigli e smielosi complimenti, poi quando la Bionda Interinale ha resistito alla purga dei cambi di gestione, agli abusi contrattuali e facendo bene il suo lavoro con due dita di cervello come farebbe chiunque, è diventata una Bionda a Tempo Indeterminato che piace molto al capo e al resto del branco, il mondo di Parakula si è sgretolato piano piano giorno dopo giorno.
La sua capacità di mutare forma e consistenza in base alle cordate non è più quello di un tempo, non facilitata dalla tipologia di nemico che si è ritrovata sul territorio, così ogni giorno sfodera armi, invenzioni ed escamotage diversi per la dura lotta per la sopravvivenza.
E al grido di " l'informazione è potere " e "io ho trent'anni di esperienza, non ho paura di voi che volete rubarmi il lavoro" (tranquilla, ambisco solo a levarmi dalle palle il prima possibile), la Parakula mutaforma marca il territorio come fa un gatto non castrato in calore. Non piscia negli angoli, ma poco ci manca.
Lei semplicemente getta merda addosso al prossimo, in fondo ha trent'anni di esperienza.









4 commenti:

  1. Purtroppo il mondo è pieno di Parakule (e sono tutte dannatamente uguali). Forza! Le bionde sono una super potenza e vinceranno alla lunga! ;)

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    1. se non ci estingueremo prima come dicono gli studiosi ;)

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  2. Non potevo leggere il tuo post in un giorno migliore...Oggi ho avuto l'ennesima conferma che se sei paracula (e pure un pò...come dire...facile) il contratto te lo rinnovano. Se non sei così, pacca sulla spalla e tanti cari saluti...

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